UN AVVERTIMENTO…TARDIVO AGLI ONOREVOLI ROMANI

Febbraio 29, 2008

CARI ONOREVOLI ROMANI
NON VI ASPETTATE CHE I GIOVANI, GLI UOMINI E LE DONNE DI DESTRA VOTERANNO IN SICILIA L’ON. LOMBARDO, LEADER DEL L’ AUTONOMIA DEL MALAFFARE E DEL CLIENTELISMO….. NON SAPETE QUELLO CHE STA AVVENENDO ALLA BASE….NEI CIRCOLI, SULLA RETE, NEI BAR NON SI FA ALTRO CHE PARLARE DELL’ASSOLUTA INDISPONIBILITA’ A VOTARE L’ON. LOMBARDO QUALE PRESIDENTE DELLA REGIONE.

PER SALVARVI LA COSCIENZA A LIVELLO NAZIONALE STATE CONDANNANDO LA SICILIA AL CLIENTELISMO PIU’ SPIETATO….
COMMETTENDO L’ENNESIMO ERRORE…..VOI CREDETE CHE COSì FACENDO LO IMMOBILIZZERETE!! …..NIENTE DI PIU SBAGLIATO….PERCHè CON LA SUA METODOLOGIA DI OCCUPA TUTTO  CREERA’ ANCORA PIU CONSENSO CLIENTELARE….E LE MELE MARCIE SARANNO ANCORA DI PIU.

POLITICAMENTE FINO A QUALCHE ANNO FA ERA MORTO….A PICCOLE CONCESSIONI FATTE DA VOI GUARDATE DOV’E’ ARRIVATO….PRIMA UN POSTO COME VICE-SINDACO A CATANIA…..POI LA PROVINCIA….ORA ADDIRITTURA PRESIDENTE DELLA REGIONE….MA NON VE NE ACCORGETE!?!


Ecco il perchè di quest’iniziativa!

Febbraio 27, 2008

Quanti di noi avevano tirato un sospiro di sollievo il giorno in cui Totò Cuffaro si dimise da Presidente della Regione Siciliana, quanti di noi per un momento hanno sognato finalmente una Sicilia nuova, libera da clientele, malaffari, e uomini che per decenni  avevano fatto di esse, gli strumenti del loro successo politico?

Questo è il blog della Sicilia stufa e stanca di affondare nel malaffare! Sono giorni, settimane che assistiamo al debutto di quella storia di cui tutti sapevamo già “la fine..dell’inizio”. La storia della nostra terra, dell’isola in cui viviamo, dell’isola in cui vogliamo costruire il nostro futuro, quell’isola per cui abbiamo deciso di restare qui e non muoverci, anche quando si sono presentate le occasioni per andare via (come del resto fanno tanti dei nostri coetanei) , ma noi oltre a sentirci una generazione responsabile, siamo consapevoli di ciò che sta per avvenire in Sicilia, di quanto potere sta per passare di una mano all’altra. Siamo preoccupati e non possiamo a stare fermi.

Interminabili sono stati i nostri i momenti di incertezza e di stupore, i momenti in cui non sapevamo cosa dirci, l’aspettare “la notizia” dell’amico o del media, l’aspettare “la sfida”, la sognavamo, ci credevamo. Infiniti i momenti passati d’avanti i TG e le agenzie, d’avanti i blog di colui che sembrava essere l’unica alternativa (ma perché solo lui?, perchè solo un’alternativa in Sicilia?), aspettavamo “la rottura”, aspettavamo la scesa il campo di quel “senso di responsabilità” che pensavamo esistesse negli uomini che ci hanno sempre indicato il cammino fin da quando, spinti da idee e valori non comuni a tutti, abbiamo deciso di scendere in campo, di “costruire politica”, di costruirci il futuro e di ripulire la Sicilia, da chi per anni, l’ha vista solo come “terra di scambio”, e così come è stato ancora oggi!

La Regione Sicilia barattata per la sicura maggioranza al Senato, barattata con chi, i politici romani neanche osano immaginare! Barattata per colpa di chi ai politici romani non è stato o non sono stati in grado di spiegare chi era l’amico di avventura, da dove veniva, perché è arrivato fin qui e dove potrebbe arrivare nel momento in cui avrà la Sicilia in mano!

Ma chi non ha mai visto in una gara d’atletica la famosa staffetta?  Lo stadio gremito e gi atleti che percorrendo una frazione di pista, si scambiano un testimone. Le squadre l’une con le altre lottano fino all’ultimo centimetro, nessuno si da per vinto almeno fino a quando uno degli avversari non abbia tagliato il traguardo!

E la Sicilia? Cosa mai c’entra in tutto ciò?

In questi ultimi giorni abbiamo assistito, alla più famosa staffette che si accinge a restare nella storia. I partecipanti sono e saranno solo due: Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, gli amici di sempre, gli atleti allenati da Calogero Mammino, colui che per anni li ha consigliati. Nessuna coppa o medaglia all’arrivo, solo il premio più importante e ambito dai due: La Regione Sicilia…e noi siamo Siciliani gli spettatori che incitavamo i concorrenti, che non hanno osato scendere in pista, “osare”, “provarci”, o semplicemente essere sicuri che oggi la Sicilia, sarebbe stata una “SICILIA RESPONSABILE”.

E gli avversari? Dove sono finiti? Perché in tanti si sono per tanto tempo allenati e preparati e alla fine non hanno neanche preso parte alla gara? Perché altri non hanno messo neanche le scarpette ai piedi, provando se erano o no capaci di competere?
Tanti gli interrogativi che vogliamo dibattere con voi, partendo da chiari e semplici presupposti certi:

MAI PIU’ CUFFARISMO IN SICILIA, MAI LOMBARDISMO!
Si cambierebbe semplicemente parrocchia, non chiesa!
IO NON VOTO LOMBARDO!
E TU?


Da “La Repubblica”

Febbraio 27, 2008

La Sicilia ha già il suo erede. E’ un altro Totò Cuffaro, uno nuovo al posto di quello vecchio. E’ il successore naturale, quello giusto per prendere in mano un’isola di voti e di favori, quello più fidato per fare l’amministratore delegato di “quell’azienda” che dà posti e incarichi e consulenze ad almeno trecentomila siciliani. E che controlla 5 deputati e 3 senatori, 18 parlamentari regionali, 80 sindaci, 97 assessori comunali e 288 consiglieri, 21 assessori provinciali e 39 consiglieri. L’erede si chiama Raffaele Lombardo. È già una potenza nell’altra Sicilia – quella orientale – comanda tanto e da oggi comanderà ancora di più. Probabilmente sarà il nuovo governatore, sicuramente diventerà anche il nuovo “padrone” di quell’impero politico e di clientele che è stato manovrato da Totò Cuffaro per sette lunghi anni. Era là fermo al palo Raffaele Lombardo da Grammichele provincia di Catania, era da mesi e mesi che aspettava quella sentenza per mafia o non per mafia questo vecchio amico di Totò che con Totò ha stretto un patto di ferro. Adesso si prenderà tutto. La poltrona di governatore e anche il resto. È un erede per forza Raffaele Lombardo. Per storia personale. Per somiglianza e militanza. Per quell’inconfondibile stile di gestire il potere. È destinato a regnare nei prossimi mesi e nei prossimi anni in quelli che sono stati i “territori” di Totò fin dai tempi della loro gloriosa Dc, quella che allora superava il 44 per cento e in alcune province anche il 50. Vengono tutti e due da là Cuffaro e Lombardo, il primo che farà 50 anni a febbraio e l’altro 58 ad ottobre, tutti e due fedelissimi dell’ex ministro Calogero “Lillo” Mannino, il grande vecchio della Dc siciliana, il loro maestro, il loro prezioso consigliere ancora negli ultimi difficili mesi con un governatore in bilico e un altro in pectore. Tutti e due ex della scuola dai Salesiani, tutti e due medici. Il primo, Totò Cuffaro, l’ultima volta che si è candidato ha preso più di un milione e 300mila voti da solo: il 18 per cento in Sicilia, che è tre volte tanto di quanto ha l’Udc nel resto d’Italia. L’altro, Raffaele Lombardo, con il suo Mpa (il Movimento per l’Autonomia) ha il 13 per cento nell’isola e quasi il 20 a Catania dove è anche presidente della Provincia. Fra i due c’è sempre stata un’antica intesa. E c’è ancora.
(Fonte La Repubblica)


Chi è Raffaele Lombardo

Febbraio 26, 2008

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Laureato in medicina e chirurgia, partecipa alla fine degli anni settanta alla gioventù DC catanese e con la Dc farà carriera all’ombra di Calogero Mannino. Consigliere ed Assessore al Comune di Catania, diventa nel 1986 deputato alla Regione Siciliana e, rieletto nel 1991, diviene assessore regionale agli Enti Locali. Ebbe delle vicissitudini nell’epoca di Tangentopoli, iniziate nel 1992 con un arresto per abuso d’ufficio, e dopo essere stato condannato in primo grado, assolto in appello dallo scandalo giudiziario. Nel 1994 fu coinvolto, e ancora arrestato per corruzione, per lo scandalo dell’appalto dei pasti all’ospedale di Catania, dell’azienda dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini. Sospeso dalla carica di deputato ai sensi della legge 55/1990 e successive modifiche, dal 22 luglio al 29 settembre 1994.
Nel dicembre 1994 lascia anticipatamente l’Assemblea regionale. Alla fine Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato 5 miliardi ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma per i giudici alla fine furono solo un regalo, e il reato derubricato a finanziamento illecito ai partiti, e quindi prescritto.
Lombardo allora torna in politica e diventa europarlamentare nel 1999 nel Centro Cristiano Democratico, vicesindaco di Catania nel 2000 ed eletto presidente della provincia di Catania nel 2003. Nel 2004 viene riconfermato europarlamentare, dopo le dimissioni di Salvatore Cuffaro, nell’UDC, partito del quale è segretario regionale fino al 2005.